La riforma del Terzo Settore ha introdotto regole contabili specifiche per garantire trasparenza, comparabilità e corretto monitoraggio delle attività degli enti. Per redigere correttamente il bilancio, è fondamentale comprendere il contesto normativo e strutturare in modo adeguato il piano dei conti.

Inquadramento normativo e modelli di bilancio

La Legge 6 giugno 2016, n. 106 ha avviato la riforma del Terzo Settore. Con il D. Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), in vigore dal 3 agosto 2017, è stato definito per la prima volta il perimetro degli enti del Terzo Settore, disciplinandone gli aspetti civilistici e fiscali.

In attuazione dell’articolo 13 del Codice, il D.M. n. 39 del 5 marzo 2020 ha individuato i modelli di bilancio da utilizzare:

  • stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione per gli enti con entrate pari o superiori a 220.000 euro
  • rendiconto per cassa per gli enti con entrate inferiori a tale soglia

Gli enti il cui esercizio coincide con l’anno solare applicano questi modelli a partire dal bilancio d’esercizio 2021.

Come strutturare il piano dei conti per gli enti del Terzo Settore

Per rispettare il Principio contabile OIC 35 e la tassonomia XBRL, struttura il piano dei conti in modo coerente con le attività dell’ente. Una corretta impostazione ti consente di:

  1. supportare la redazione del bilancio e della relazione di missione, quando prevista
  2. monitorare la distinzione tra attività istituzionali e attività diverse, anche tramite centri di costo
  3. impostare un sistema amministrativo e contabile adeguato
  4. supportare le decisioni degli organi direttivi e di controllo
  5. analizzare le aree di spesa e di ricavo, come la raccolta fondi o l’efficacia dei servizi
  6. valorizzare le relazioni interne ed esterne dell’ente

Di seguito vengono riportate alcune linee guida su come strutturare il piano dei conti per soddisfare quanto indicato in precedenza.

 Stato Patrimoniale

Per i crediti la suddivisione dovrà prevedere, oltre ai crediti previsti nei bilanci cd. industriali, una distinzione fra:

  •  Crediti verso utenti e clienti
  • Crediti verso associati e fondatori
  •  Crediti verso enti pubblici
  • Crediti verso soggetti privati per contributi
  • Crediti verso enti della stessa rete associativa
  • Crediti verso enti del terzo settore
  •  Crediti da 5 per mille

Per tutti i crediti dettagliati la suddivisione fra quelli entro e oltre i 12 mesi

Nel patrimonio netto, evidenzia
  •  Fondo di dotazione dell’ente
  •  Il dettaglio delle riserve vincolate per decisione degli organi istituzionali e quelle vincolate destinate da terzi

Per i debiti la suddivisione dovrà prevedere, oltre ai debiti previsti nei bilanci cd. industriali, una distinzione fra:

  •  Debiti verso associati e fondatori per finanziamenti
  •  Debiti verso enti della stessa rete associativa con evidenza di quelli derivanti da Attività di interesse generale e quelli da Attività diverse
  • Debiti per erogazioni liberali condizionate
  •  Debiti verso fornitori con evidenza di quelli derivanti da Attività di interesse generale, quelli da Attività diverse e quelli da Attività di raccolta fondi.

Per tutti i debiti dettagliati la suddivisione fra quelli entro e oltre i 12 mesi

Rendiconto Gestionale

Suddividi oneri e proventi per:
  •  attività di interesse generale (A.I.G.)
  •  attività diverse (A.D.)
  • attività di supporto generale (S.G.)
  • attività di raccolta fondi
  • attività finanziarie e patrimoniali

Costi e proventi figurativi

Per i costi e proventi figurativi, che non incidono sull’avanzo o disavanzo di gestione ma fanno parte della vita dell’ente:

  • crea conti distinti per attività di interesse generale e attività diverse
  • gestisci questi conti come conti d’ordine, senza effetti sul risultato finale

In questo caso i conti dovranno essere gestiti come conti d’ordine per non avere effetto sull’avanzo/disavanzo di gestione.

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